Ep. 19 Ansia da zona rossa con Rick Hanson

Come fermare l’ansia e il loop di pensieri negativi (Cervello verde VS. Cervello Rosso)

Oggi ti racconto i concetti chiave contenuti in un libro intitolato “Hardwiring Happiness” (in italiano tradotto come “Felice come un Buddha”). L’autore, Rick Hanson, è uno studioso di neuroscienze acclamato internazionalmente. Ha scritto diversi best seller e ha fondato il Good Science Center dell’università di Berkley in California.

Leggendo quest’articolo e/o ascoltando il podcast imparerai

  • Che cos’è la zona rossa del cervello e che cos’è quella verde

  • Come funziona la biochimica dell’ansia nel cervello

  • Perchè abbiamo paura, proviamo frustrazione e ci arrabbiamo

  • Come creare un ambiente adatto nel tuo cervello per il potenziamento del tuo sistema immunitario e la guarigione

  • Come sentirsi calmi e rilassati

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Come reagiamo alle situazioni determina come ci sentiamo e la risposta biochimica che avviene nel cervello, oltre a definire le emozioni che proviamo in determinate circostanze o situazioni.

Vediamo le principali differenze tra:

• la modalità di risposta (cervello verde)

e

• la modalità reattiva (cervello rosso)

Cervello verde, modalità di risposta

Quando il cervello è verde, ovvero entra in una modalità di risposta, siamo in grado di affrontare le sfide senza che queste diventino causa di stress.

Davanti a eventi spiacevoli o difficili, il nostro cervello è come se possedesse un ammortizzatore per cui la reazione negativa agli stessi viene minimizzata e niente può più provocarci irritazione.

Quando la modalità verde del cervello è attiva ci sentiamo al sicuro, con tutti i nostri bisogni (fisici ed emotivi) soddisfatti e percepiamo un sano attaccamento (o senso di connessione) con gli altri, provando sensazioni quali il senso di appartenenza, la gentilezza, dignità, amore, intimità, compassione.

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“Tutti i mammiferi, noi compresi, quando si sentono al sicuro, soddisfatti e connessi, diventano amichevoli, giocosi, curiosi e creativi.”

— Rick Hanson

Come si fa ad avere un cervello verde?

Lo stato verde, legato al sistema nervoso parasimpatico, dovrebbe essere il nostro stato d’essere naturale, quando il cervello non è disturbato da minacce, perdite, danni o senso del rifiuto. Il risultato è che ci sentiamo a nostro agio, rilassati e relativamente calmi. A livello cellulare, questa condizione promuove una buona digestione, un buon sonno, la rigenerazione cellulare e la guarigione.

Sapere che la nostra condizione naturale è il sentirsi a casa, cioè rilassati e con un cervello verde è un sollievo perchè sappiamo che tutti ci possiamo arrivare. E’ una condizione in cui siamo in grado di distaccarci da qualsiasi desiderio incontrollato, pensiero ripetitivo, ansia e ossessione o quello che i buddisti chiamano craving.

Cervello rosso, modalità di reazione

Quando il cervello è rosso, ovvero entra in modalità reattiva, questo invia immediatamente un segnale all’ipotalamo affinché produca gli ormoni dello stress. Si attiva in noi la modalità attacco-fuga (fight or flight) che causa stati di ansia, irrequietezza, paura, agitazione e rabbia.

Questo tipo di reazione a catena, mentre una volta si accendeva per portarci in salvo da un predatore, oggi si accende per questioni quali la preoccupazione in riferimento ai soldi, la pressione per un progetto al lavoro, quando percepiamo un’occhiata ostile o malevola da parte di uno sconosciuto, ecc.

Questa condizione è definita allostatica, al contrario della condizione del cervello verde che invece è omeopatica, cioè votata a sostenere un equilibrio sano e di lungo termine nel corpo.

Nella condizione allostatica ci si dimentica dei bisogni di lungo termine, si attribuisce totale importanza al momento presente (si è investiti troppo nel momento presente) ed entriamo in modalità di reazione all’urgenza. Di conseguenza, tutti i progetti a lungo termine, tra cui anche rinforzare il sistema immunitario e dedicarsi al piacere e allo svago, vengono messe da parte per lasciare spazio a paura, frustrazione e dolore emotivo.

A molti di noi piacerebbe non avere questo sistema,poiché pensiamo sia la causa di tutte le ansie, reazioni emotive esagerate, preoccupazioni e vergogna presenti nella nostra vita. Tuttavia è da tenere presente che la modalità reattiva è stata fondamentale per tenerci in vita durante i vari stadi dell’evoluzione e che senza questo sistema non saremmo qui oggi.

Solo dobbiamo imparare a uscirne il prima possibile oggi, grazie agli strumenti che abbiamo a disposizione e a semplici esercizi di consapevolezza, per poter limitare i danni nel nostro stile di vita attuale.

Come allenare il cervello alla felicità

Le forze interiori come felicità e resilienza derivano soprattutto da esperienze positive.

Quando è facile vivere in ansia (ovvero lasciare spazio al negative bias): ad esempio avendo avuto esperienze di vita inquietanti e dolorose, traumi, crescere in un quartiere pericoloso, crescere con genitori collerici o imprevedibili, vittima di bullismo a scuola. Tutto questo accresce la paura e ti rende sempre in guardia.

Il modo migliore per compensare il pregiudizio negativo è creare una pratica di assorbire volontariamente e costantemente il buono, per avere relazioni felici e vivere bene.

Questo metodo serve a rinforzare i punti di forza interiori e a convivere meglio con le esperienze negative e con il dolore.

Il metodo può essere appreso a qualsiasi età perchè il cervello è neuroplastico, cioè assume la propria forma a seconda di ciò su cui si posa, ovvero a seconda dei pensieri che si pensano e delle esperienze su cui si pone l’attenzione.

Bastano pochi secondi al giorno per cambiare la tua vita. 10 secondi ogni volta che succede un’esperienza positiva per darti il tempo di assorbirla a fondo e mano a mano andrai a sostituire il bias negativo (modalità cervello rosso) con un bias positivo (modalità cervello verde).

L’impatto di questo semplice esercizio sulla tua vita

Il cervello è plastico e la mente continua a imparare.

Possiamo decidere noi di cosa nutrirla, ricordandoci il concetto fondamentale che il nostro cervello è velcro per le esperienze negative (gli rimangono naturalmente attaccate) e teflon per quelle positive (scivolano via il prima possibile).

Pensa a quanti piccoli momenti positivi vivi ogni giorno: i piccoli piaceri quotidiani, un sorriso, una chiamata, la sensazione di rilassamento e libertà nel tuo corpo quando fai stretching…

Siamo abituati a dare per scontati questi momenti e i lati positivi della vita e non ce li ricordiamo, per cui alimentiamo un circuito negativo nel cervello che ci porta ad essere molte volte nella zona rossa, ovvero in una modalità fight or flight che supporta un clima interiore di nervosismo, preoccupazione, rabbia, frustrazione e ansia.

Praticare un minuto per il buono ogni giorno e ricordarsi di dedicare almeno 10 secondi di attenzione e consapevolezza per assorbire le esperienze positive che fai ogni giorno ti aiuterà a coltivare il tuo benessere, calma interiore e serenità e a trasformare la tua Vita come hai sempre desiderato.