Ep. 16 Diventare life coach: come si fa (e la mia formazione)

Come si diventa Life Coach

Sei curios@ di capire come si fa a diventare life coach perchè magari stai cercando la formazione migliore per diventare coach professionista oppure sei sempre stato curios@ di capire che scuola fanno i coach e quali sono gli obblighi in Italia per questa professione.

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La formazione di Life Coaching

La formazione in life coaching è tuttora controversa in Italia ed esiste molta confusione tra i ruoli di:

• psicologo

• psicoterapeuta

• counselor

• mentor

• coach

Sebbene queste siano figure professionali tra esse vicine (tutte lavorano per la salute mentale e il benessere psico-fisico di un individuo), ci sono alcune differenze da tenere ben presente, soprattutto quando è ora di affidarsi a qualcuno.

Differenza tra coach e psicologo

• Lo psicologo è una persona che ha studiato almeno 3 anni di università in Scienze e Tecniche Psicologiche o un indirizzo simile. Tanti sono quelli che scelgono di studiare psicologia del lavoro e delle organizzazioni, per poi conseguentemente lavorare in azienda o in alcune organizzazioni.

Con un recente decreto governativo, anche gli psicologi in possesso di una laurea triennale (e non quinquennale) hanno diritto a iscriversi all’albo dei professionisti, in una sezione appositamente dedicata a questa categoria.


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• Lo psicoterapeuta è un’evoluzione successiva della figura dello psicologo semplice. Questi solitamente ha effettuato almeno 5 anni di formazione, specializzazioni varie (come psicologia evolutiva, di coppia, per disturbi alimentari, ecc…) e un tirocinio obbligatorio alquanto lungo per imparare ad esercitare la professione di psicoterapeuta.

E’ la figura professionale a cui la maggior parte di noi si rivolge quando abbiamo un problema un grave problema nella nostra vita che sconvolge la nostra vita emotiva e ci porta ad avere notevoli conseguenze disfunzionali nella nostra vita lavorativa o privata.

E’ bene rivolgersi a uno psicoterapeuta, quindi, quando noi stessi, o qualcuno intorno a noi, si rende conto che abbiamo una disfunzione, ad es. attacchi di panico e ansia ingestibile, paure o fobie che ostacolano il normale svolgimento della giornata, quando abbiamo subito un trauma oppure ci viene diagnosticata una cosiddetta malattia psicosomatica.

Sia lo psicologo che lo psicoterapeuta – provenendo dalla stessa radice – basano le proprie conoscenze scientifiche sulla base della teoria della psicologia classica, codificata per la prima volta da due grandi studiosi e maestri che tuti sicuramente conoscerete: Freud e Jung, entrambi nati nel XIX secolo.

• Il coach, a differenza di quanto spiegato finora, è un professionista che lavora nell’ambito di performance e salute mentale, ma si rivolge solo ed esclusivamente a persone già bene o male “funzionali”, ovvero senza gravi problemi o sintomi, che solo un professionista formato in psicoterapia avrebbe gli strumenti per affrontare.

La figura del coach guida, catalizza e accompagna un naturale processo evolutivo nel suo coachee (che viene chiamato coachee e non paziente, da notare) attraverso l’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sè, delle proprie risorse, talenti e punti di forza.

Il coachee imparerà ad affrontare le situazioni in maniera diversa, più consapevole della propria prospettiva personale, dei propri limiti, desideri e avendo fatto chiarezza sulle motivazioni interiori.

Potrà costruire un futuro florido e convivere serenamente con, o lasciarsi del tutto alle spalle, le proprie paure, sensi di colpa e incertezze riguardo la vita di tutti i giorni o dei progetti in particolare.

I progetti in gergo sono definiti gli obiettivi del coachee.

Gli incontri, che possono essere dal vivo o online indifferentemente, sono chiamati in gergo sessioni e non sedute, come quelle degli psicoterapeuti.


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Lo psicologo aiuta le persone con patologie, reduci da traumi e disfunzioni come attacchi di panico ricorrenti ecc. Il coach, invece, interviene dopo il percorso psicologico e lavora direttamente con persone già sane e funzionali.

La migliore formazione per i coach

Esistono tante scuole di coaching, in Italia e all’estero, cona una varietà pressochè infinita di certificazioni rilasciate.

Se stai pensando di diventare coach, ricordati che ti basterà frequentare un corso apposito per richiedere una certificazione come Life Coach, o altro tipo di coach, come mental coach, sport coach, business coach, team coach, ecc. Per accedere a questa certificazione non è necessario essere laureati in psicologia, anzi non è necessario avere alcun tipo di formazione universitaria (alla data in cui viene scritto quest’articolo).

Se stai pensando di affidarti a un coach, ricorda che i criteri più importanti con cui scegliere il tuo coach sono l’empatia e la simpatia che ti ispira questa persona. Ti sei trovat@ bene quando ci hai parlato la prima volta? Ha capito chi sei e la tua situazione? Ti sei sentito ascoltat@, compres@ e “capito al volo”? Se la risposta a queste domande è sì, una volta fatta una verifica sugli aspetti pratici legati alla logistica degli incontri e all’accordo economico, avrai già scelto il coach giusto per te!

La certificazione di coaching può avvenire tramite corso dal vivo oppure corso online. Le due certificazioni hanno un peso diverso per chi le affronta, come impegno, durata e oneri, ma la vera formazione di un coach non è definita dalla “qualità” delle sue certificazioni.

Prima di tutto, per diventare coach professionista, servono:


la certificazione per life coach janines realtalk.png

• la giusta attitudine

• qualità personali

• predisposizione a guidare gli altri

• continuo miglioramento di sè

• formazione continua sul campo

Detto questo, non esistono coach più bravi di altri, ma per te sarà il coach migliore quello con cui ti troverai bene, la persone che ti aiuterà in maniera concreta a vedere dei cambiamenti nella tua vita e realizzare i tuoi progetti e obiettivi.

La migliore formazione per diventare coach avviene sul campo, prima o dopo aver preso la certificazione adeguata. Quello che fa la differenza è il percorso di crescita personale di ognuno e le proprie qualità personali.

Differenza tra mentor, counselor e coach

Esistono altre figure professionali che si affiancano al coach e con cui è facile fare confusione, per chi non è esperto del campo: il mentore e il counselor.

• Il mentore è una persona che “si ritrova” a fare il mentore. Prerogativa della mentorship, a meno che si tratti di un reverse mentoring, è che il mentore sia più maturo rispetto al mentee (chi riceve il mentoring). Maggiori sono gli anni di differenza e di esperienza accumulata in uno specifico settore, maggiore sarà probabilmente il beneficio che trarrà il mentee dal processo.


come capire se sei pronto a diventare coach janines realtalk.png

Il mentore è non è una figura professionale, ovvero puoi rivolgerti a un mentore gratuitamente. Il mentore è una figura che ha voglia di condividere parte del suo tempo ed esperienza preziosa con te, che magari sei appena all’inizio di uno specifico campo o carriera.

Per chi lavora in grandi aziende, esistono mentor affidati internamente a completamento di programmi di crescita personale e professionale in azienda. Esistono anche mentori per imprenditori e per qualsiasi tipo di figura professionale.

In genere, questo tipo di supporto è saltuario e relegato a momenti di confronto specifici, anche se la relazione tra mentor e mentee può durare diversi anni .

Il mentor non accompagna il suo mentee nell’azione, a differenza di un coach. SI limita a dare consigli e a condividere la sua esperienza, dal suo punto di vista, senza percorrere un profondo percorso trasformativo a due.

Il counselor è una figura su cui poco posso dire, poichè non ne ho avuto esperienza diretta finora. Si può definire come la figura a metà tra un coach e uno psicologo, infatti la pratica del counseling ha diverse somiglianze con l’esercizio della psicoterapia, sebbene , a differenza di quest’ultima, anch’essa non sia rivolta ad individui con conclamate patologie e disturbi mentali.

Esistono percorsi universitari per il counseling psicologico e la formazione per operare in questo campo dura diversi anni.

Se hai un tuo progetto, o semplicemente hai voglia di migliorarti, trovare un mentore di rifermento (una persona che ammiri e di cui ti fidi) può aiutarti moltissimo in questo processo.

Il mio percorso formativo

Se hai letto fino a qui, immagino sarai curioso ora di capire quale sia stato il mio percorso formativo, o meglio quale sia, utilizzando il verbo al tempo presente, visto che tuttora continuo a formarmi, studiare, accumulare esperienze e sperimentare.

In un altro articolo ti spiego come ho scelto di diventare coach e qual è stato il mio viaggio che mi ha portato a scoprire questa passione e questa professione.

Qui ti spiegherò invece nello specifico come è avvenuta la mia formazione come life coach finora e come sta proseguendo.

Sono una persona in continua ricerca e nella mia vita ho affrontato grandi ostacoli e grandi cambiamenti. Tendo a sottostimare l’entità dei cambiamenti di cui sono capace, ma ogni tanto le persone che mi conoscono da tanto tempo me lo ricordano.

Il percorso di coaching serve a portarti verso un cambiamento e ad accelerare la tua crescita personale, consapevolezza, equilibrio, forza, potenza, capacità di realizzazione e serenità interiore.

Nel mio percorso di formazione per diventare coach, che è iniziato in maniera del tutto inconsapevole a 15-16 anni con la mia prima seduta di psicoterapia, ho deciso di investire in tanti corsi di formazione diretta e crescita personale e quindi di prendere una certificazione online.

Al tempo ero in viaggio negli Stati Uniti, in California, e siccome lì sono sempre più avanti di noi fare una scuola o certificazione online era completamente normale, anzi diversi professionisti del settore e mentori a cui mi ero rivolta mi avevano proprio consigliato questa modalità.

Nel caso in cui ti interessi sapere nello specifico che cosa intendo con corsi di formazione e crescita personale, lascio un elenco qui sotto di tutti quelli che ho fatto, o almeno quelli che mi ricordo ;).

Attività di sviluppo personale di corpo-mente

Credo che siamo un sistema unico. Mai come oggi abbiamo evidenza scientifica di quanto il corpo e la mente siano collegati, insieme a un aspetto importantissimo e spesso non nominato che è l’energia.

L’energia è quella cosa che non sappiamo vedere, ma possiamo sentire. E’ un campo elettromagnetico che ognuno di noi ha intorno (e dentro di sè). E’ limpressione che abbiamo quando incontriamo per la prima volta una persona o quando qualcuno entra nella stanza. Ad alcuni piace chiamarla “aura”, ma non c’è bisogno di definirla perchè sai che ce l’hai e sai riconoscere quella degli altri intuitivamente.

Non si può spiegare a parole, ma quello che vorrei spiegarti qui è che tutte le pratiche che vedi nominate qui sotto, insieme ad altre che continueranno ad arricchire il mio percorso di evoluzione dopo aver scritto quest’articolo, tutte concorrono per una base solida di centratura e serenità per poter empatizzare con altri esseri umani e portare loro tutto il supporto di cui sono capace.

🙏🏻 Sono immensamente grata per questo 🙏🏻